COME NASCE LA NUOVA COPERTINA

cover_giochi_pericolosiLa versione inglese di Giochi Pericolosi, un mio racconto sulle sedute spiritiche, sta uscendo su Kindle e ho deciso di fare una nuova copertina.
Nella copertina originale volevo mostrare di cosa tratta il racconto (vediamo una tavola ouija) e trasmettere inquietudine, ma credo che l’originale in italiano, pur piacendomi, sia lontana dagli standard grafici editoriali a cui siamo abituati.
Un libro si giudica dalla sua copertina, si dice, e se questo e’ vero per le persone, a maggior ragione lo e’ per i libri.
Credo che molti apprezzino la voglia di fare le cose in modo diverso, ma si tratta di una minima parte, e visto che un libro si fa prima di tutto per venderlo, e’ bene pensare alla copertina come il primo elemento di pubblicita’ e responsabile della vendita.

Questo mi ha permesso di ripensare un’idea che ho gia’ avuto, realizzando lo stesso prodotto in maniera completamente diversa, pur conservando gli elementi di base (inquietudine, sedute spiritiche).

L’obbiettivo era di rendere la copertina piu’ standard, cioe’, fondamentalmente, fare in modo che si amalgamasse con i prodotti contro cui compete.dangerous_games_kindle_cover1

Trovo molto utili i gruppi tematici sui social networks, per aiutare a sviluppare idee.
Dopo aver lavorato a due o tre variazioni sul tema, puoi chiedere un parere a persone interessate all’argomento e si fa una piccola indagine di mercato che spesso porta risultati molto diversi rispetto a quello che pensa l’autore.
Nel mio caso, una delle prime idee (non la prima) e’ a fianco. Nome dell’autore e titolo sono scritti con un carattere che ricorda quello sulle tavole ouija.
Ho applicato un filtro per far sembrare i caratteri piu’ vecchi e rovinati.
Volevo che il mio nome ricordasse la tavola ouija, per questo l’ho scritto su un arco.
Il fumo da l’idea del mistero e sullo sfondo si intravede una tavola ouija. La cosa particolare di questa versione e’ che c’e’ un teschio a malapena visibile. L’idea e’ che guardando la copertina, il lettore ha una sensazione, come di qualcosa che gli sfugge, e mentre continua a guardarla affiora nella sua mente l’idea di un teschio, e inizia a domandarsi se ci sia davvero o lo vede soltanto lui. A forza di guardarlo, questo teschio diventa sempre piu’ ovvio, e questo e’ l’elemento inquietante della copertina.

Per quanto l’idea del vedo/non vedo del teschio mi piacesse molto, non ha suscitato particolare interesse nei gruppi su cui l’ho testata, e questo fondamentalmente per due ragioni, credo: La prima e’ che la gente accorda alle immagini pochissimo tempo, la seconda e’ che mentre al tempo delle librerie le copertine erano fatte per catturare l’attenzione tra tutte le altre copertine esposte, quindi erano pensate per essere grandiose, su un prodotto fisico, nel digitale una copertina deve funzionare bene soprattutto sul piccolo, nella sua dimensione a miniatura, in mezzo alle altre icone.

Nei tentativi successivi, quindi, il teschio e’ diventato piu’ ovvio, come il fumo (che prima somigliava piu’ a un’esperienza onirica). Qui la risposta del pubblico e’ stata molto piu’ forte, ma si e’ spaccata piu’ o meno a meta’ nelle due versioni che ho portato (fumo normale e fumo colorato).

L’ultimo cambiamento che ho fatto e’ il colore del titolo. Ho scoperto che il rosso e’ il mio colore preferito e tendo a metterlo ovunque, ma come un’illuminazione, ho pensato che anche il colore del titolo dovesse richiamare la tavola ouija.

In questo momento non ho ancora deciso quale sara’ la copertina vincente. Di seguito vi metto tutte le versioni in slide show. Voi quale preferite?

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